di Francesco Buttarazzi
L’Europa si trova di fronte a un problema serio riguardante le proprie radici culturali e religiose. La tradizione cristiana e cattolica, invece di essere difesa, viene spesso trascurata, mentre i cristiani nel mondo continuano a subire persecuzioni religiose. Questo avviene in un contesto in cui l’Unione europea sembra privilegiare una narrazione iper garantista nei confronti delle comunità islamiche, istruendo gli europei contro l’islamofobia.
Mentre Bruxelles promuove la lotta contro l’islamofobia, le radici cristiane sono percepite come un peso da abbandonare per favorire un multiculturalismo neutro. Questa situazione porta a una perdita della forza morale necessaria per denunciare le atrocità subite dai cristiani nel mondo. Secondo il rapporto di Porte Aperte sulla persecuzione dei cristiani, 1 su 7 è perseguitato e quasi 4.900 sono stati uccisi in un anno.
Silvia Sardone, vicesegretario della Lega ed eurodeputata, sottolinea che questi numeri dovrebbero scuotere le coscienze e riportare al centro del dibattito il tema della libertà religiosa. Tuttavia, l’Unione europea continua a ignorare sistematicamente i cristiani perseguitati concentrandosi su campagne contro l’islamofobia.
L’accanimento ideologico nella promozione della lotta contro l’islamofobia crea uno squilibrio che protegge una fede praticata da una minoranza in crescita di cittadini europei senza mettere in atto soluzioni concrete per chi vive sotto minaccia nei regimi fondamentalisti.
Sardone conclude che senza azioni concrete da parte delle istituzioni europee per tutelare i cristiani perseguitati attraverso strumenti diplomatici adeguati, la difesa della libertà religiosa rimarrà solo teoria utile per convegni politici mentre sul campo i crimini continueranno nel silenzio complice dell’Europa.
