Rottamazione cartelle comunali: Imu, Tari e multe non pagate, ecco come funziona

Introduzione alla rottamazione delle cartelle comunali

di Daiana Scacchi

La Legge di Bilancio introduce una novità importante per i debiti locali: la rottamazione delle cartelle comunali. Questa misura offre la possibilità di beneficiare di sconti su sanzioni e interessi, ma l’adesione è a discrezione dei singoli Comuni. Ciò significa che ogni amministrazione locale può decidere se attivare la sanatoria per i tributi locali come Imu e Tari, rette scolastiche o multe stradali.

Non tutti i contribuenti potranno usufruire automaticamente della rottamazione. È necessario innanzitutto verificare se il proprio Comune ha approvato il regolamento specifico. La definizione agevolata riguarda le cartelle emesse dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, ma ogni Comune può restringere ulteriormente questo periodo o limitare l’agevolazione a determinate tipologie di debiti.

I debiti che possono essere inclusi comprendono non solo tributi locali come Imu e Tari, ma anche imposte ormai obsolete come Ici, Tasi o Tarsu. Altre entrate patrimoniali ammissibili sono le rette scolastiche o dell’asilo nido, canoni di locazione delle case popolari e multe stradali emesse dalla polizia municipale.

L’aspetto più interessante della definizione agevolata è lo sconto su sanzioni e interessi: il contribuente dovrà pagare solo l’importo originario del tributo o della multa. Tuttavia, restano dovute le spese di notifica ed eventuali costi per procedure esecutive già avviate.

I cittadini possono controllare se il loro Comune ha aderito consultando il sito istituzionale dell’amministrazione locale o il portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In assenza di una delibera approvata e pubblicata online, non sarà possibile accedere alla rottamazione.

esentazione della domandaDopo l’approvazione del regolamento comunale sulla rottamazione, i contribuenti hanno almeno 60 giorni per presentare la domanda utilizzando la modulistica fornita dal Comune entro 15 giorni dall’approvazione stessa. Il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione o ratealmente; tuttavia, un mancato pagamento anche solo parziale fa decadere l’intera agevolazione.

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