di Greta Raponi
In un recente comunicato rivolto alla polizia locale, il ministero dell’Interno ha chiarito l’impiego corretto dell’autovelox SafeDrive. Questo dispositivo, pur essendo un avanzato sistema di monitoraggio stradale basato sull’intelligenza artificiale, non può operare in completa autonomia per sanzionare comportamenti come la guida senza cintura di sicurezza o l’uso del cellulare.
L’autovelox SafeDrive rappresenta una nuova generazione di sistemi di monitoraggio stradale. Oltre a rilevare la velocità dei veicoli, è in grado di identificare comportamenti potenzialmente pericolosi come il mancato uso delle cinture e l’utilizzo dello smartphone durante la guida. Una volta rilevata un’infrazione, il dispositivo trasmette le informazioni in tempo reale alle forze dell’ordine competenti per consentire un intervento immediato.
Sebbene tecnicamente possibile, l’applicazione automatica delle multe da parte di SafeDrive senza la presenza fisica degli agenti non è consentita. Il ministero ha infatti espresso parere negativo sulla possibilità che le immagini catturate dal dispositivo possano essere utilizzate per emettere verbali automaticamente.
Gli autovelox SafeDrive sono soggetti alle norme del Codice della Strada. Secondo queste normative, infrazioni quali il mancato uso della cintura e l’uso del cellulare non possono essere contestate in differita attraverso immagini o video registrati dal sistema. Perché una multa sia valida, è necessario che una pattuglia fermi l’automobilista entro i 100 metri dal luogo della presunta infrazione.
Attualmente, SafeDrive funge da supporto per le forze dell’ordine segnalando eventuali violazioni agli articoli 172 e 173 del Codice della Strada. Sta agli agenti effettuare controlli sul campo e verificare personalmente se le cinture siano allacciate o se si stia utilizzando un telefono durante la guida.
Nell’evenienza che SafeDrive venga erroneamente impiegato per sanzionare direttamente gli automobilisti, questi ultimi hanno diritto a presentare ricorso contro tali multe.
