di Greta Raponi
Durante le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, i diecimila preservativi distribuiti gratuitamente al Villaggio olimpico sono stati esauriti in appena tre giorni dai 2.800 atleti partecipanti. Questo fenomeno ha sorpreso anche il portavoce del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), Mark Adams, il quale ha commentato con ironia: «Fate voi i conti».
Nonostante l’esaurimento delle scorte, la storia dei preservativi olimpici non si ferma qui. Alcuni di questi profilattici, ancora sigillati e confezionati in una scatolina gialla con il logo a cinque cerchi della Regione Lombardia, sono apparsi sul sito di vendita dell’usato Vinted al prezzo esorbitante di 105,70 euro ciascuno. Tali articoli sono descritti come cimeli da collezione piuttosto che semplici prodotti da utilizzare.
Il contesto delle Olimpiadi coincideva anche con la celebrazione di San Valentino, giorno che potrebbe aver influito sull’elevata richiesta di profilattici. L’atleta statunitense Sophia Kirby ha colto l’occasione per offrire appuntamenti ai single del campus in cambio di spillette olimpiche e ha pubblicato una foto eloquente delle sue gambe accanto a quelle di un altro individuo.
A fronte della domanda superiore alle aspettative, nuovi rifornimenti sono previsti nei prossimi giorni. La Fondazione Milano Cortina ha confermato che lunedì arriveranno cinquemila nuovi profilattici maschili mentre nei distributori restano ancora tremila femminili inutilizzati. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha sottolineato l’importanza della prevenzione attraverso un messaggio online.
La tradizione della distribuzione gratuita di preservativi alle Olimpiadi è iniziata nel 1988 a Seul per contrastare l’emergenza Hiv. Da allora i numeri hanno continuato a crescere: dai 90mila forniti a Barcellona nel 1992 fino ai record raggiunti nelle edizioni successive come Rio de Janeiro nel 2016 con ben 450mila profilattici disponibili per circa undicimila atleti.
