di Francesco Buttarazzi
In un mondo in cui la Svizzera è stata a lungo vista come il simbolo dell’efficienza impeccabile, gli ultimi eventi sembrano indicare una crisi identitaria che potrebbe cambiare questa percezione. L’immagine di un Paese perfettamente ordinato, dove i treni arrivano puntuali e le banche operano con precisione svizzera, sta subendo delle crepe.
Nella stazione di Losanna, lanci di oggetti pirotecnici da parte dei tifosi hanno danneggiato gravemente i cavi ferroviari. Un evento che ha causato l’interruzione del traffico ferroviario tra Losanna e Prilly-Malley fino al martedì successivo. Non solo: nel Cantone del Vallese, un treno regionale è deragliato a causa di una valanga che ha attraversato i binari nei pressi di Hohtenn. Due incidenti gravi in breve tempo nella stessa area potrebbero essere considerati sfortuna altrove; in Svizzera sollevano domande più profonde.
A Crans-Montana si è verificata una tragedia ancora più grande: quarantuno giovani non torneranno più a casa. Le indagini hanno rivelato gravi mancanze nella sicurezza, con uscite d’emergenza chiuse e locali non controllati dal 2020. Il sindaco ha ammesso le colpe e il presidente della Confederazione ha dichiarato che nulla sarà come prima.
Mentre l’immagine della Svizzera subisce questi scossoni, emerge una domanda inquietante: la terra dell’ordine sta diventando simile all’Italia per quanto riguarda il disastro organizzativo? Se così fosse, sarebbe ironico dato che gli italiani sono stati storicamente considerati il contraltare caotico alla perfezione svizzera.
