di Greta Raponi
La storia di un ristorante milanese
Da tre generazioni, il ristorante Bice custodisce la tradizione culinaria tosco-lombarda, offrendo piatti leggendari come risotti, ossobuchi e tiramisù. Fondato nel 1926 da Beatrice Mugnai, conosciuta affettuosamente come ‘nonna Bice’, il locale è oggi gestito dalle nipoti Beatrice e Roberta Ruggeri. Questo traguardo raro di cent’anni ha catturato l’attenzione del prestigioso Financial Times per la capacità del ristorante di mantenere intatta la sua essenza attraverso le generazioni.
Bice rappresenta una storia familiare unica nel panorama della ristorazione milanese. La gestione non è mai passata di mano; dopo la fondazione da parte di nonna Bice, il testimone è passato ai figli e infine alle nipoti. In un contesto in cui molti locali chiudono per mancanza di interesse delle nuove generazioni, Bice continua a prosperare grazie a scelte quotidiane mirate a preservare la sua identità originaria.
La storia del ristorante iniziò in via San Pietro all’Orto con una trattoria che offriva proposte semplici ma accoglienti. Nel 1939 avvenne il trasferimento nell’attuale sede in via Borgospesso, nel cuore del Quadrilatero della moda milanese. Questa mossa strategica consolidò ulteriormente la reputazione del locale come punto d’incontro per personalità dei mondi della moda, spettacolo, sport e finanza.
Oggi come allora, il ristorante mantiene l’atmosfera calda e accogliente paragonabile alla sala da pranzo di una nonna italiana: tappeti tartan, quadri eleganti e tavoli ravvicinati creano un ambiente formale ma mai freddo. Lo chef Vincenzo Mazzone guida la cucina alternando piatti storici a nuove proposte stagionali: ribollita, trippa, pappardelle al telefono sono solo alcune delle specialità offerte insieme al famoso risotto alla milanese.
Una menzione speciale va al tiramisù di Bice che ha guadagnato fama internazionale grazie agli influencer brasiliani che visitano Milano appositamente per assaporarlo. Per celebrare i cento anni del locale è stato reintrodotto anche il tradizionale fiasco di vino in tavola — un tocco nostalgico che si oppone alla frenesia della città moderna.
