di Francesca Buttarazzi
Il bonus domotica si evolve e diventa più selettivo nel 2026, ma resta un’opportunità per chi desidera migliorare l’efficienza energetica della propria casa tramite sistemi di automazione avanzata. Non è più un semplice incentivo per l’acquisto di tecnologie intelligenti, ma una misura mirata a premiare la capacità reale di ridurre i consumi energetici attraverso la domotica.
A partire dal 2026, il bonus domotica non prevede più lo sconto in fattura o la cessione del credito. Il beneficio si presenta nella forma tradizionale di detrazione fiscale, con aliquote diverse in base al tipo di immobile. Le abitazioni principali godono di una detrazione del 50% delle spese sostenute, mentre per le seconde case e altri immobili scende al 36%. Gli immobili strumentali utilizzati da imprese e professionisti ricevono un trattamento preferenziale con un’aliquota del 65%, fino a un massimo di spesa di 15mila euro per unità immobiliare.
Il recupero delle spese avviene esclusivamente tramite dichiarazione dei redditi, suddiviso in dieci quote annuali. È necessario anticipare l’intero investimento e disporre di una capienza fiscale adeguata poiché le quote non utilizzate non possono essere recuperate negli anni successivi.
Il bonus copre le spese legate alla realizzazione dei sistemi di automazione degli impianti termici. È fondamentale che il sistema acquistato migliori concretamente l’efficienza energetica dell’edificio. Sono ammesse le spese per dispositivi elettronici come termostati intelligenti e sensori, lavori elettrici e murari necessari all’installazione, oltre alle prestazioni professionali per progettazione e certificazione.
I sistemi devono rispettare standard minimi: almeno classe B secondo la norma EN 15232, mentre quelli in classe A sono completamente conformi. Devono garantire gestione automatizzata personalizzabile, controllo remoto e monitoraggio continuo dei consumi.
I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico parlante con indicazione della causale normativa specifica. È obbligatorio conservare tutta la documentazione rilevante come fatture e certificazioni tecniche. Inoltre, va fatta comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori; tale ricevuta deve essere mantenuta tra i documenti personali.
L’incentivo è valido per interventi eseguiti nel corso del 2026 ma può essere applicato anche ai lavori conclusisi entro il termine ultimo del dicembre 2027.
