Le infrastrutture, cuore dello sviluppo lombardo
di Greta Raponi
Le vie di terra e d’acqua rappresentano uno dei pilastri fondamentali per lo sviluppo della Lombardia. Questo è stato sottolineato dal governatore Attilio Fontana durante un evento organizzato da Il Giornale e Moneta, dove ha dichiarato: «Sono il mezzo attraverso cui si devono fare le scelte industriali e da cui passa lo sviluppo di Paesi e di territori».
Fontana ha evidenziato come la Lombardia non sia solo geograficamente posizionata in punti chiave, collegata tramite tre corridoi al Nord e un altro che unisce Est e Ovest, ma sia anche il cuore manifatturiero d’Italia e d’Europa. Questo comporta la necessità di avere opere infrastrutturali interconnesse che permettano alternative in caso di problemi. La recente crisi dello Stretto di Hormuz ha dimostrato i rischi legati ai colli di bottiglia nelle infrastrutture.
Fra le infrastrutture ritenute strategiche dal governatore, spiccano i porti di Mantova e Cremona oltre alla Pedemontana, definita «la madre di tutte le autostrade». Fontana l’ha descritta come la prima autostrada non Milanocentrica, una vera rivoluzione copernicana per il territorio che ospita un terzo delle imprese lombarde. Questa arteria stradale promette non solo una riduzione del traffico ma anche una maggiore efficienza nei trasporti e un miglioramento della qualità dell’aria.
Al centro delle decisioni regionali c’è un approccio alla sostenibilità descritto come «non ideologico e non folle». L’Europa sta rivedendo alcune posizioni sotto la pressione delle Regioni dell’automotive. Un esempio concreto è la sperimentazione del treno a idrogeno sulla linea Iseo-Edolo, resasi necessaria per l’impossibilità di elettrificare a causa dell’altezza delle gallerie.
L’intervento del governatore si è concluso con un bilancio sulle Olimpiadi Milano-Cortina: «Una grandissima dimostrazione» ha detto Fontana, sottolineando il successo dei Giochi come testimonianza delle capacità organizzative della Regione.
