Alberto Balboni e il nuovo disegno di legge elettorale: lo Stabilicum

Il cammino del disegno di legge elettorale in Parlamento

di Chiara Raponi

Nel giorno in cui il disegno di legge elettorale, noto come ‘Stabilicum’, comincia il suo percorso parlamentare, Alberto Balboni, presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, illustra gli obiettivi principali della riforma.

Interrogato sulla necessità di cambiare la legge elettorale attuale, Balboni afferma che l’obiettivo principale è garantire la governabilità. Negli ultimi tre anni e mezzo di governo si è visto come la stabilità abbia effetti positivi sul prestigio del Paese, sui risultati economici e sull’attrazione dei capitali stranieri. Avere un governo stabile non è solo nell’interesse del centrodestra ma dell’Italia intera.

Rispetto al 2022, quando il centrodestra vinse facilmente grazie a una controparte divisa, oggi lo scenario potrebbe cambiare con due coalizioni contrapposte. Questo potrebbe portare a un pareggio soprattutto al Senato a causa della riduzione dei parlamentari. Inoltre, l’assenza spesso dei ministri e sottosegretari complica ulteriormente le cose. Per questo motivo deve prevalere un principio fondamentale: chi vince governa.

Sulla questione del premio di maggioranza ritenuto da alcuni eccessivo, Balboni sottolinea che evitare l’impasse è cruciale. Un accordo su un premio che assicuri almeno il 55% dei seggi può essere sufficiente per garantire stabilità senza ricorrere a larghe intese o tecnocrazia.

L’eliminazione dei collegi uninominali non minaccia la rappresentatività secondo Balboni perché i collegi attuali non permettono realmente una scelta disgiunta tra candidato e partiti sostenitori. Egli esprime preferenza per sistemi con liste corte che possano mantenere rappresentatività senza necessitare preferenze complesse.

Anche se l’opposizione dovesse opporsi alla nuova legge elettorale proposta dal centrodestra, Balboni rimarca l’importanza del dialogo per lavorare insieme verso una maggiore governabilità. Tuttavia teme che il centrosinistra possa scegliere il pareggio piuttosto che rischiare una sconfitta netta; una situazione che considera dannosa per la democrazia italiana.

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