La Cassazione chiarisce la titolarità dei proventi degli impianti fotovoltaici
di Daiana Scacchi
Nel contesto della crescente diffusione del fotovoltaico in Italia, la Suprema Corte di Cassazione ha emesso una sentenza significativa con l’ordinanza n. 11085 del 25 aprile 2026. Questa decisione stabilisce che i proventi derivanti dagli impianti fotovoltaici spettano ai proprietari degli stessi, salvo accordi specifici che prevedano diversamente.
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) gestisce diversi meccanismi legati alla produzione di energia rinnovabile. I proventi per gli impianti fotovoltaici possono derivare da incentivi per l’energia prodotta e dai ricavi dell’immissione di energia in rete. Questi flussi economici rappresentano una parte fondamentale della redditività dell’investimento per i proprietari degli impianti.
Nella sentenza, la Cassazione ha considerato i proventi come ‘frutti civili’, ossia redditi generati dal bene nel tempo. Questo principio rafforza la posizione del proprietario dell’impianto, poiché riconosce il diritto ai guadagni derivanti dallo sfruttamento economico dell’impianto stesso.
Questa pronuncia può avere effetti rilevanti su contratti esistenti e futuri riguardanti impianti affidati a terzi o inseriti in operazioni complesse come leasing o locazioni. I contratti dovranno chiarire con precisione la destinazione dei proventi GSE per evitare contenziosi.
In un momento di crescita del mercato delle energie rinnovabili, il chiarimento giuridico offerto dalla Cassazione offre maggiore certezza agli investitori riguardo alla titolarità dei ricavi generati dagli impianti fotovoltaici. La decisione enfatizza l’importanza di contratti solidamente redatti per garantire chiarezza nei rapporti tra proprietà e gestione degli impianti.
