Una geniale studentessa e due celebri professori: un viaggio nella storia familiare e nazionale

L’Italia durante la guerra attraverso gli occhi dei Cosmacini

di Francesca Buttarazzi

Di norma, parlando di un libro, non si parte dall’autore. Tuttavia, nel caso di Una geniale studentessa e due celebri professori (La vita felice), è impossibile non menzionare Giorgio Cosmacini. Nato nel 1931, Cosmacini è praticamente l’inventore della storia della medicina in Italia. Questo libro rappresenta un’ulteriore esplorazione storica dell’autore, ma con una chiave del tutto particolare: la microstoria della sua famiglia che si intreccia con il quadro più ampio dell’Italia del Ventennio.

Nell’anno 1942, in piena Seconda guerra mondiale, la famiglia Cosmacini si trova ad affrontare problemi domestici. Aldo, il primogenito e fratello dell’autore, viene bocciato in quarta liceo scientifico. Nel contesto di una Milano bombardata da oltre 160 bombardieri il 24 ottobre di quell’anno, la famiglia cerca rifugio nella Val d’Intelvi.

Nella Val d’Intelvi giunge anche Giovanni Emanuele Bariè, un docente universitario di filosofia noto per le sue simpatie fasciste. Bariè prende sotto la sua ala protettrice l’atletico Aldo e decide di fargli recuperare gli anni scolastici persi reclutando due pedagoghi d’eccezione: Giuliana Galimberti per le materie umanistiche e Adolfo Vacchi per quelle scientifiche.

L’intreccio delle vite porta a esiti tragici ma anche sorprendenti: Adolfo Vacchi viene ucciso dai fascisti nel settembre del 1944 a causa della sua attività partigiana clandestina; Bariè fatica a ritrovare un ruolo accademico post-epurazione fino al suo suicidio nel 1956. Giuliana Galimberti intraprende invece una nuova strada sposando Renato Mieli ed entrando così in una nuova fase della sua vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *