Il made in Italy nel mirino degli investitori esteri: oltre mille aziende acquisite

di Daiana Scacchi

Il fenomeno delle acquisizioni estere

Dal 2021, più di mille aziende italiane sono state acquisite da investitori istituzionali stranieri. L’ultima a finire sotto il controllo estero è stata Radici Group, una storica azienda chimica bergamasca comprata dal fondo texano Lone Star. Questo trend riflette una tendenza più ampia di acquisizioni che hanno visto coinvolte società come Golden Goose, Prima Assicurazioni e molti altri nomi noti tra il 2024 e il 2025.

Negli ultimi dieci anni, quasi 200 società hanno lasciato Piazza Affari, e nel 43% dei casi ciò ha coinciso con un passaggio a capitali esteri. Questo fenomeno porta a una sottovalutazione delle società italiane che diventano facili obiettivi per i fondi internazionali.

Secondo Maximilian Fiani di Kpmg Advisory, il private equity ha conosciuto un notevole sviluppo in Italia. Con oltre 220-230 operatori attivi, questi fondi non solo acquistano ma spesso aiutano le piccole e medie imprese italiane a crescere per competere globalmente.

Sebbene alcune aziende come Campari o Ferrero continuino ad espandersi all’estero, molte altre rischiano di perdere la loro identità italiana. Simone Strocchi di Electa Ventures sottolinea l’importanza di mantenere la governance italiana per evitare che i centri decisionali si trasferiscano all’estero.

Strocchi suggerisce diverse strategie per proteggere l’industria nazionale: incentivare gli investimenti nazionali tramite agevolazioni fiscali e promuovere una regolamentazione europea favorevole alle PMI italiane. Inoltre, gli imprenditori italiani dovrebbero essere aperti alla governance condivisa per attrarre investimenti senza perdere la loro identità culturale ed economica.

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