La Sesta Coppa del Mondo di Messi
di Francesco Buttarazzi
Lionel Messi, il fuoriclasse argentino conosciuto come ‘La Pulce’, si appresta a giocare la sua sesta e ultima Coppa del Mondo. Un viaggio iniziato il 16 giugno 2006 a Gelsenkirchen, in Germania, quando un giovane Messi di soli 19 anni fece il suo debutto in un Mondiale. Oggi, vent’anni dopo, l’argentino si prepara a chiudere un capitolo importante della sua carriera nei campionati del mondo ospitati da Stati Uniti, Canada e Messico.
Il cammino di Messi nei Mondiali è stato segnato da alti e bassi. Nonostante il talento straordinario, il suo rapporto con la Coppa del Mondo è stato spesso complicato. Dopo aver debuttato nel 2006 subentrando a Maxi Rodriguez in una vittoria schiacciante per 6-0 contro Serbia Montenegro, Messi ha collezionato un totale di 26 presenze nelle fasi finali dei Mondiali.
L’Argentina ha vissuto momenti difficili nel corso delle sue partecipazioni: dall’eliminazione ai quarti nel 2006 per mano della Germania ai mondiali sudafricani del 2010 terminati nuovamente ai quarti contro i tedeschi. Il colpo più duro arrivò in Brasile nel 2014 con la sconfitta nella finale contro la Germania grazie alla rete decisiva di Gotze nei tempi supplementari.
Dopo le sconfitte cocenti dei tornei precedenti e l’eliminazione precoce ai mondiali russi del 2018 contro la Francia, l’apice della carriera mondiale di Messi è giunto con la vittoria tanto attesa in Qatar nel dicembre del 2022. Questo successo ha finalmente permesso a Messi di spezzare il paragone opprimente con Diego Maradona e portare a casa la coppa che gli era sfuggita per tanti anni.
A livello personale, i numeri parlano chiaro: prima dell’inizio dei mondiali nordamericani, Messi aveva segnato ben 13 gol e fornito otto assist nelle sue partecipazioni precedenti. Un record notevole che lo colloca tra i grandi della storia calcistica mondiale. Sebbene superare i sedici gol segnati dal tedesco Miroslav Klose sembri difficile ma non impossibile se l’Argentina riuscirà ad avanzare ulteriormente nella competizione.
Oltre alle marcature personali significative durante le fasi eliminatorie dirette – ostacolo che non era riuscito ancora a superare fino alla sfida contro l’Australia – vanno menzionate anche le statistiche disciplinari impeccabili: nessuna espulsione ricevuta ma quattro cartellini gialli accumulati nei suoi oltre duemila minuti giocati sul campo mondiale.
