Light, proteico, integrale, biologico: cosa ci raccontano davvero le etichette?

Benessere: tra percezione e realtà

di Greta Raponi

Passeggiando tra gli scaffali del supermercato capita sempre più spesso di imbattersi in confezioni che attirano immediatamente l’attenzione. Light, proteico, integrale, biologico, gluten-free: parole che sembrano rassicurarci e che, quasi automaticamente, associamo a un prodotto più sano. Ma siamo sicuri che basti una singola dicitura sulla confezione per definire un alimento salutare? Cerchiamo di fare chiarezza.

Negli ultimi anni il marketing alimentare ha imparato a parlare il linguaggio del benessere. Alcuni termini possono indurre il consumatore a percepire un alimento come migliore rispetto a quanto realmente sia. Questo fenomeno è noto come health halo effect: un singolo elemento positivo ci porta a giudicare l’intero prodotto come sano o dietetico.

La parola light suggerisce leggerezza e ridotto apporto calorico. Tuttavia, secondo la normativa europea, un alimento può essere definito tale se presenta una riduzione di almeno il 30% di un determinato componente o delle calorie rispetto al prodotto tradizionale. Questo non garantisce automaticamente che l’alimento sia salutare.

Il termine proteico è diventato molto popolare grazie all’attenzione verso fitness e composizione corporea. Sebbene le proteine siano nutrienti fondamentali, non significa che qualsiasi alimento arricchito con proteine sia una scelta migliore.

Molti consumatori associano automaticamente il colore scuro di pane o biscotti alla presenza di farine integrali. Tuttavia, alcuni prodotti possono essere realizzati con farine raffinate a cui vengono aggiunti ingredienti per dare un aspetto più “rustico”. Per ottenere prodotti realmente integrali bisogna osservare attentamente la lista degli ingredienti.

L’agricoltura biologica segue specifici criteri produttivi ma dal punto di vista nutrizionale un prodotto biologico non è necessariamente più sano.

Senza glutine: è davvero necessario?

I prodotti senza glutine sono cresciuti in popolarità anche tra chi non soffre di celiachia per la percezione che siano più sani. Tuttavia eliminare il glutine senza indicazioni specifiche non comporta benefici automatici e tali prodotti possono contenere amidi raffinati o zuccheri aggiunti.

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