Il Neologismo ‘Bocca di Rosa’ Ridefinito dalla Treccani: Da Prostituta a Donna Libera

Un Neologismo Non Così Nuovo

di Francesco Buttarazzi

Da neologismo a ‘vecchiologismo’ il passo è (talvolta) troppo breve. Nel 2008, il Dizionario di Treccani ha inserito la definizione ‘Bocca di rosa’, facendola equivalere alla parola ‘prostituta’. Ora, come rivela al Corriere della Sera Valeria Della Valle, che dirige il dizionario con Giuseppe Patota, il neologismo verrà ridefinito come una ‘donna libera’.

‘Bocca di rosa’ è il titolo di un brano celebre e immortale che Fabrizio De André scrisse nel 1967 con Gian Piero Reverberi e poi pubblicò prima come lato B del 45 giri Via del Campo e poi all’interno del disco Vol. 1. Un brano di rara bellezza perché intanto racconta una storia di passione, gelosie e libertà e poi perché ha confezionato un’immagine entrata nel dialogo collettivo. Un neologismo, appunto.

Ma neanche troppo ‘neo’, visto che è stato inserito nell’elenco della Treccani oltre quarant’anni dopo la sua comparsa. Lo stesso De André nel brano tratteggiò una figura femminile diversa da quella più prosaica della prostituta. La contrapposizione tra ‘professione’ e ‘passione’ è talmente evidente da escludere ogni dubbio. Ma tant’è: vox populi.

Bocca di rosa ha impiegato decenni a essere legittimato dal mondo culturale. Con molta più rapidità stavolta si sarebbe pronti a una revisione nel senso di ‘donna libera’. Oltretutto, nessuno è mai riuscito a dare contorni definiti alla bocca di rosa cantata da De André; potrebbe essere un personaggio ispirato da una canzone di Brassens oppure identificarsi come un transessuale o anche una prostituta istriana.

Nella nuova edizione del Dizionario Treccani sarà definita come una ‘donna libera’, anche se non si spiega esattamente da cosa visto che la libertà ha confini sterminati. Come quelli del politicamente corretto.

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