L’isola vulcanica di Lipari e la sua storia sommersa
di Francesca Buttarazzi
L’isola di Lipari, la principale delle Isole Eolie, è un luogo ricco di storia e cultura, con insediamenti umani che risalgono a millenni fa. Recentemente, uno studio multidisciplinare ha fatto luce sull’evoluzione del paesaggio costiero dell’isola, rivelando come il livello marino sia aumentato nel tempo e abbia cambiato radicalmente il suo aspetto.
Lo studio intitolato “3900 years of land subsidence at Lipari Island (Italy): new insights for Early Bronze Age submerged findings”, pubblicato sulla rivista Quaternary International, ha messo in evidenza il ruolo dei processi geologici, tettonici e vulcanici nella progressiva sommersione dei siti archeologici e storici dell’isola. Questo lavoro è stato realizzato da un team internazionale di ricercatori provenienti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dalle Università Sapienza di Roma e Bologna, insieme a collaboratori francesi e olandesi.
La ricerca nasce dalle intuizioni dell’archeologo Sebastiano Tusa, assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana scomparso nel 2019. I dati scientifici raccolti hanno permesso agli studiosi di comprendere le complesse dinamiche che hanno portato alla rapida sommersione dei siti costieri.
L’indagine si è avvalsa di metodi avanzati come misure geodetiche GNSS, rilievi batimetrici ad altissima risoluzione e indagini archeologiche subacquee. L’analisi ha consentito ai ricercatori di stimare un abbassamento medio dell’isola alla velocità media di 7,9 millimetri all’anno negli ultimi 3.900 anni.
Nell’area sommersa del sito archeologico Pignataro di Fuori sono stati trovati marcatori dell’Età del Bronzo tra i 20 e i 42 metri sotto il livello del mare attuale. Questi ritrovamenti offrono preziose informazioni sull’evoluzione geomorfologica della zona costiera delle Isole Eolie.
I risultati ottenuti aprono nuove strade per la scoperta e lo studio degli insediamenti antichi sommersi non solo nelle Isole Eolie ma anche lungo altre coste mediterranee ancora inesplorate con queste tecniche innovative.
