Preoccupazioni su Deficit e Uscita dalla Procedura d’Infrazione: L’Analisi di Upb, Istat e Bankitalia

Le Preoccupazioni di Upb, Istat e Bankitalia

di Daiana Scacchi

Il 12 Ottobre, la Banca d’Italia (BdI), l’Istat e l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) sono stati ascoltati in audizione davanti alle commissioni Bilancio del Senato e della Camera. L’obiettivo era esprimere i loro pareri sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) 2026. Questo documento fornisce il quadro macroeconomico e finanziario entro cui il governo prepara la nuova legge di Bilancio.

Approvato dall’esecutivo il 2 ottobre, oggi è all’esame in Parlamento insieme allo scostamento per le maggiori spese per la Difesa e per la sicurezza energetica, che ammontano a circa 29 miliardi nel 2027 e 2028. Le tre istituzioni hanno sottolineato che l’anno prossimo, a causa dell’aumento delle spese consentito dalla Clausola di salvaguardia nazionale, il disavanzo salirà al 3,4%, interrompendo così la discesa del deficit cominciata nel 2021.

La Banca d’Italia ha riconosciuto che le nuove risorse possono ridurre le dipendenze strategiche del paese. Tuttavia, ha anche notato che il finanziamento in deficit rallenterebbe la riduzione del rapporto debito-PIL. La spesa per interessi è destinata ad aumentare nei prossimi anni. Quest’anno il costo del debito è previsto salire dell’11,2% rispetto all’anno scorso.

Nel Dpfp si prevede un utilizzo totale dell’aumento consentito dalle regole europee entro il 2027 senza lasciare spazio per nuove misure future. Dopo il termine della flessibilità nel 2028, si programma una forte correzione dei conti nel 2029 necessaria a consolidare il calo del debito.

L’Upb ha validato le stime governative sulla crescita economica: un aumento dell’1% quest’anno e dello 0,8% nel 2027. Tuttavia, per gli anni successivi come il 2028 e il 2029 ritiene ottimistiche tali proiezioni stimando invece un aumento dello PIL dello 0,7% nel primo anno citato.

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