Il Cambio di Stagione e la Sensazione di Stanchezza
di Francesca Buttarazzi
Ci sono mattine in cui la sveglia sembra suonare prima del solito, anche se l’orario è sempre lo stesso. Le vacanze sono ormai un ricordo, le giornate iniziano ad accorciarsi e ritrovare il ritmo tra lavoro, scuola e impegni quotidiani può richiedere qualche energia in più. È il cambio di stagione, almeno secondo quella comune etichetta, un po’ generica, a cui attribuiamo stanchezza, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e quella sensazione di avere le batterie scariche già a metà giornata.
Uno degli elementi da considerare è la luce, uno dei principali segnali attraverso cui il nostro organismo sincronizza i ritmi circadiani. Con l’arrivo dell’autunno le ore di luce diminuiscono e cambia la nostra esposizione alla luce naturale. La ricerca scientifica ha osservato infatti una stagionalità nella regolazione dei ritmi circadiani.
Per alleggerire il cambio di stagione possiamo partire da abitudini concrete: cereali integrali, legumi, frutta secca, verdura e frutta. Sono alimenti che ci permettono di assumere carboidrati, proteine, fibre e vitamine senza dover inseguire un singolo micronutriente.
A settembre troviamo uva, fichi e mele; ad ottobre arrivano zucca, broccoli e cavolfiori. Non serve cercare una lista specifica di “cibi contro la stanchezza”, ma possiamo sfruttare questa varietà per organizzare meglio i pasti.
Cambia anche quello che abbiamo voglia di mangiare: minestre calde al posto delle insalate fredde. Il comfort food dipende da ricordi ed esperienze personali; non è solo questione nutrizionale ma anche emotiva.
