Referendum sulla Giustizia: fissata la data per il 22 e 23 marzo 2026

Le modifiche proposte dalla riforma

di Francesco Buttarazzi

Il Consiglio dei ministri ha ufficialmente stabilito che il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Questa consultazione arriva in un momento di intenso dibattito politico e coinciderà con le elezioni suppletive per due seggi della Camera rimasti vacanti.

La riforma, già approvata in quarta lettura da Camera e Senato, si concentra su tre punti fondamentali: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la riorganizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare.

Separazione delle carriere

La modifica all’articolo 104 della Costituzione introduce una distinzione formale tra magistratura giudicante e requirente. I magistrati dovranno scegliere fin dall’inizio se intraprendere la carriera di giudice o di pubblico ministero, eliminando così possibilità di passaggi successivi.

Csm sdoppiato

Conseguentemente alla separazione delle carriere, anche il Csm verrà sdoppiato in due organi distinti: uno per i giudici e uno per i pm. Entrambi saranno presieduti dal Presidente della Repubblica. La selezione dei membri avverrà tramite sorteggio da elenchi specifici.

Istituzione dell’Alta Corte disciplinare

Sarà istituita un’Alta Corte disciplinare composta da una maggioranza togata ma presieduta da un membro laico. Questo organo avrà competenza sui procedimenti disciplinari a carico dei magistrati, sostituendo il Csm in questa funzione.

Reazioni politiche

L’annuncio ha acceso ulteriormente lo scontro politico. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha sottolineato l’importanza della riforma per restituire primato alla politica, mentre l’opposizione, guidata dalla segretaria del Pd Elly Schlein, critica fortemente il progetto accusandolo di voler controllare la magistratura.

Il referendum non riguarderà solo le modifiche strutturali al sistema giudiziario ma avrà implicazioni profonde sul rapporto tra politica e magistratura oltre che sulle garanzie costituzionali percepite dai cittadini. È destinato a segnare una fase politica cruciale nel panorama istituzionale italiano.

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