Un caso giudiziario che ha scosso la comunità
di Francesco Buttarazzi
Un maestro di 45 anni, in servizio presso una scuola elementare a nord ovest di Milano, è al centro di un caso giudiziario che ha scosso la comunità. La procuratrice Alessia Menegazzo ha richiesto per lui una condanna a 10 anni e 4 mesi di reclusione per violenza sessuale su minori. L’accusa si basa su episodi che coinvolgono sette bambine sue allieve, la maggior parte delle quali intorno ai dieci anni. In alcuni casi, le vittime erano ancora più giovani.
Secondo quanto emerso durante il processo, il maestro avrebbe adottato diverse strategie per avvicinare le bambine: complimenti e regali come cioccolata e merendine, ma anche minacce come quella di bocciarle. In classe, le faceva sedere accanto a sé oppure le portava in luoghi appartati come il ‘ripostiglio del caffè’, l’aula di sostegno o la palestra con varie scuse.
Le molestie sarebbero avvenute sia in classe che in questi luoghi appartati. Un episodio particolarmente grave si sarebbe fermato solo grazie all’intervento tempestivo di un’altra insegnante.
L’inchiesta ha preso avvio grazie al coraggio di una delle alunne che si è confidata con i genitori. Questi ultimi hanno immediatamente informato il dirigente scolastico, dando così il via agli accertamenti della polizia locale milanese coordinata dalla Procura.
Le indagini sono state condotte con l’ausilio di telecamere e microspie installate nella scuola per documentare gli episodi denunciati dalle vittime. Inoltre, è stata effettuata una perquisizione presso l’abitazione dell’accusato alla ricerca di prove ulteriori su dispositivi elettronici.
Gli avvocati delle famiglie coinvolte hanno richiesto risarcimenti complessivi pari a circa 450mila euro. Il procedimento giudiziario sta seguendo il rito abbreviato che prevede udienze a porte chiuse e potrebbe portare a uno sconto della pena in caso di condanna.
L’avvocato difensore del maestro, Giuseppe De Lalla, presenterà la propria linea difensiva nella prossima udienza prevista per il 5 febbraio. Non si esclude che in quella data possa essere emessa la sentenza definitiva sul caso.
