Vannacci lascia la Lega e rompe con Salvini: nasce Futuro nazionale

Un addio annunciato

di Chiara Raponi

L’addio di Roberto Vannacci alla Lega segna una rottura definitiva con Matteo Salvini e accelera la nascita di un nuovo movimento politico, Futuro nazionale, aprendo così nuove tensioni all’interno del centrodestra italiano. La decisione è arrivata prima del previsto, cogliendo molti di sorpresa. In un messaggio laconico rivolto a Salvini, Vannacci ha dichiarato: «Ti voglio bene, ma la mia strada è un’altra», aggiungendo su X che il suo impegno è quello di cambiare l’Italia per renderla un Paese «sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo».

L’annuncio di Vannacci è arrivato nel giorno del consiglio federale della Lega a Milano. Nonostante fosse stato invitato in quanto vicesegretario del partito, Vannacci ha scelto di disertare l’incontro rimanendo nel suo ufficio a Bruxelles. Il gesto non ha lasciato indifferente Salvini che ha espresso il suo disappunto: «Non sono arrabbiato, sono deluso. La Lega lo aveva accolto quando aveva tutti contro ed era rimasto solo». Questo sentimento di tradimento si riflette nelle parole usate da Salvini per descrivere l’accaduto.

Salvini ha sottolineato come la Lega avesse offerto molte opportunità a Vannacci – dalla candidatura alle Europee fino al ruolo di vicepresidente dei Patrioti in Europa – ma che queste fossero state ricambiate con polemiche e tensioni interne. Nonostante ciò, il leader della Lega ha insistito sull’importanza delle idee rispetto agli individui: «Gli uomini passano, le idee restano».

Mentre Salvini esclude possibili alleanze future con Vannacci e ribadisce l’importanza della lealtà politica sopra ogni altra cosa, Futuro nazionale inizia già ad attrarre figure note dell’estrema destra italiana come Sylvie Lubamba e Roberto Jonghi Lavarini. Anche Mario Borghezio sembra pronto ad offrire supporto al nuovo movimento politico.

La creazione di Futuro nazionale potrebbe provocare ulteriori spaccature nel centrodestra italiano già frammentato dalle diverse sensibilità interne ai partiti esistenti. Le divisioni sono particolarmente evidenti nell’ala moderata della Lega guidata da Luca Zaia che da tempo chiedeva l’espulsione di Vannacci.

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