Multe Contestabili: Come Procedere
di Daiana Scacchi
Il sistema di controllo della velocità sulle strade italiane è nel caos. Solo 3.800 dei circa 11.000 autovelox presenti risultano registrati presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con un grave rischio di contestazioni per le multe emesse. La situazione è resa ancora più complessa da una sentenza della Cassazione del 2024 che ha dichiarato illegittime le multe rilevate con dispositivi non omologati.
Il cuore del problema risiede nella distinzione tra autovelox “approvati” e “omologati”. La mancanza di omologazione rende le sanzioni potenzialmente nulle, creando un vuoto normativo che alimenta ricorsi e tensioni tra cittadini e amministrazioni locali.
Per chi riceve una multa, il primo passo è verificarne la regolarità: la notifica deve essere effettuata entro 90 giorni e contenere tutti i dati essenziali come numero di matricola e omologazione dell’autovelox. Se il dispositivo non compare nell’elenco ufficiale o è un modello precedente al 2017, si può fare ricorso al prefetto o al giudice di pace.
Il governo sta accelerando l’introduzione di un nuovo decreto che potrebbe entrare in vigore entro l’estate, previa approvazione europea. Questo decreto prevede la sanatoria per gli autovelox approvati dal 2017 in avanti, mentre i modelli più vecchi dovranno essere spenti o aggiornati.
Anche i sistemi Tutor autostradali potrebbero essere spenti se non rispettano i nuovi criteri di omologazione. Questo potrebbe impattare significativamente sulla sicurezza stradale, dato che dal 2002 al 2024 gli incidenti sono diminuiti grazie anche all’uso dei Tutor.
