Riforma dell’invalidità civile: l’INPS diventa accertatore unico

di Daiana Scacchi

È ufficialmente partita lo scorso 1° marzo la fase cruciale della riforma dell’invalidità civile. Con l’estensione della sperimentazione a 40 nuove province italiane, il cambiamento coinvolge ormai circa metà del Paese, segnando il passo decisivo verso il regime definitivo che sarà operativo in tutta Italia dal 1° gennaio 2027.

Con il nuovo sistema, viene eliminata la tradizionale domanda amministrativa per il riconoscimento dell’invalidità civile. Al suo posto, viene introdotto un certificato medico telematico che dà avvio all’intero iter di accertamento. Questo certificato può essere compilato e inviato da medici di medicina generale, pediatri o specialisti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) muniti di firma digitale.

Una volta riconosciuta la condizione di disabilità, i dati socioeconomici necessari per le prestazioni economiche possono essere trasmessi direttamente online tramite il portale INPS o con l’assistenza di patronati e associazioni di categoria.

Un altro elemento chiave è l’introduzione della certificazione unica per disabilità, che sostituirà i vari verbali distinti per invalidità civile, legge 104, cecità o sordità. Questo documento unico permetterà ai cittadini di accedere a diverse prestazioni fiscali e sociali senza dover produrre ulteriori documentazioni.

L’INPS come accertatore unico garantirà anche una maggiore uniformità nei criteri di valutazione della disabilità su tutto il territorio nazionale. Ciò mira a superare le disparità tra province che portavano a giudizi differenti per la stessa patologia in base al luogo di residenza.

La riforma introduce un approccio multidimensionale alla valutazione della disabilità. Non si tratta più solo di classificare una patologia ma di considerare come essa influisce sulla vita quotidiana dell’individuo. Durante la visita medica verrà utilizzato un questionario standardizzato che valuta il livello di partecipazione sociale e le limitazioni nelle attività quotidiane.

Saranno definiti quattro livelli d’intensità del sostegno (lieve, medio, elevato e molto elevato) per adattare meglio gli interventi alle necessità delle persone coinvolte.

Il fulcro della riforma è rappresentato dal “Progetto di vita”, un percorso personalizzato che tiene conto delle aspirazioni individuali oltre alle difficoltà concrete incontrate nella vita quotidiana. Questa visione avanzata allinea l’Italia ai modelli internazionali più moderni seguendo le linee guida della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

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