di Francesca Buttarazzi
In un caso che ha dell’incredibile, un’inchiesta ha portato alla luce il coinvolgimento di 44 militari, tra cui poliziotti e carabinieri, accusati di furto aggravato presso il negozio Coin situato nella stazione di Roma Termini in via Giolitti. L’accusa principale è quella di aver svuotato gli scaffali del negozio, trasformandosi da garanti dell’ordine pubblico a veri e propri ladri.
Il metodo usato dagli indagati è stato scoperto grazie alle telecamere e alle indagini condotte da una società privata di investigazione. I fatti risalgono all’autunno del 2024, quando si registrò un ammanco economico significativo nel negozio, stimato in oltre 180 mila euro. Le forze dell’ordine avrebbero collaborato con una cassiera ‘talpa’ che rimuoveva le placche antitaccheggio dalla merce, mettendo poi i prodotti in buste consegnate ai militari.
Tra gli articoli rubati vi erano cosmetici, borse, felpe, piumini, cinture e cappelli. L’allarme scattò quando si notò una sparizione anomala della merce dal reparto profumeria con quasi 45 mila pezzi mancanti.
Sotto la lente degli investigatori ci sono almeno 9 poliziotti tra cui un ispettore e due commissari. Anche nell’Arma dei Carabinieri sono coinvolti diversi membri tra cui un brigadiere. Sarà compito dei giudici stabilire le responsabilità precise degli indagati. Il fenomeno era diventato palese visto l’aumento anomalo dell’ammanco economico rispetto alla media consueta del settore retail.
