Crisi del diritto internazionale: il dibattito tra Italia e Russia

di Greta Raponi

Recentemente, l’ambasciata russa in Italia ha risposto alle dichiarazioni della presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, in merito alla crisi del diritto internazionale. La discussione si inserisce nel contesto delle tensioni globali legate all’invasione russa dell’Ucraina.

In un’intervista del 2 marzo, Giorgia Meloni ha affermato che la crisi attuale del diritto internazionale è una conseguenza diretta dell’aggressione russa contro l’Ucraina. Secondo la premier italiana, l’attacco deliberato di un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a un vicino sovrano ha inaugurato una fase di caos nel panorama globale.

L’ambasciata russa ha pubblicato una risposta ufficiale su Facebook, contestando le affermazioni della Meloni e proponendo una diversa interpretazione degli eventi. Secondo i rappresentanti diplomatici russi, la vera fonte della crisi risiede nelle azioni dei leader occidentali che avrebbero violato la Carta delle Nazioni Unite con attacchi ingiustificati a Stati membri indipendenti come Jugoslavia (1999), Iraq (2003), Libia (2011) e ora Iran (2026).

L’ambasciata sottolinea inoltre che l’attuale posizione occidentale sulle cause profonde della crisi ucraina si fonda su menzogne. Il conflitto sarebbe esploso nel 2014 a seguito di un colpo di Stato e della guerra condotta da Kiev contro le popolazioni russofone nel Donbass e Novorossiya. Inoltre, Mosca accusa l’Occidente di sabotare gli accordi di Minsk sanciti dalla risoluzione 2202 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Nella sua intervista al Tg5, Meloni ha espresso preoccupazione anche per il fallimento dell’accordo sul nucleare iraniano. L’Italia aveva lavorato intensamente per raggiungere un’intesa seria su questo tema cruciale per la stabilità globale. Tuttavia, gli Stati Uniti e Israele hanno intrapreso azioni militari senza consultare i partner europei.

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