Bambine schiave del trucco: l’ossessione per l’anti-age a 10 anni

di Francesco Buttarazzi

Prodotti anti-age e acidi al posto dei giocattoli: il trend delle “Sephora Kids” allarma i medici. Ecco i rischi fisici e psicologici della skincare precoce. Dovrebbero ancora giocare con le bambole, parlare di cartoni animati e riempire la cameretta di peluche, ma invece della Barbie il loro oggetto del desiderio è l’ultima crema per il contorno occhi, l’anti-age, le maschere contro i primi fantomatici punti neri o gli esfolianti per il peeling.

Sui social postano selfie mentre sono alle prese con la skincare quotidiana, parlano di texture, tonicità e rassodamento della pelle come esperte navigate e consigliano i prodotti con il piglio di un addetto al marketing. Non sono teenager ma la generazione precedente, ovvero le “bambine” (guai a chiamarle così), le preadolescenti. Negli Stati Uniti le chiamano le Sephora Kids: appartengono alla Generazione Alpha – nate dopo il 2010 – e sono appassionate dei prodotti di bellezza, specialmente di quelli dedicati alla cura per la pelle.

La dipendenza dalla cosmesi sta contagiando bambine e ragazzine in tutto il mondo. I dermatologi avvertono che pratiche come il Dermaplaning possono rendere la pelle molto sensibile a irritazioni solari o infiammazioni. Angelo Marzano dell’Università degli Studi di Milano sottolinea che l’uso precoce dei prodotti destinati agli adulti può portare a irritazioni cutanee ed esacerbare condizioni come la dermatite atopica.

L’industria cosmetica ha trovato nei giovanissimi una vera miniera d’oro. Secondo Statista, la tween skincare vale attualmente 450 milioni di dollari ed è destinata a crescere nei prossimi cinque anni a un tasso annuo del 7,71%. Anche in Italia si assiste a un boom del fenomeno con una previsione di crescita del 9,48% entro il 2029.

I social media giocano un ruolo cruciale nel diffondere queste pratiche attraverso format come Grwm (“get ready with me”). Alcuni player hanno iniziato ad agire contro questo trend; ad esempio Apotek Hjärtat in Svezia ha limitato la vendita ai minori senza consenso genitoriale.

C’è una crescente adultizzazione precoce dei ragazzi indotta dai genitori stessi che spesso non riescono a trasferire ai figli un modello educativo sano. Questo porta giovani ragazze ad aspirare a standard irrealistici di bellezza fin dall’infanzia.

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