Giorgia Meloni alla Camera: tra crisi energetica e tensioni in Medio Oriente

di Chiara Raponi

Giorni fa la premier Giorgia Meloni ha tenuto la sua prima informativa alla Camera dopo il recente voto referendario e lo scoppio della guerra in Medio Oriente. Durante il suo discorso, durato quasi un’ora, la premier ha affrontato temi cruciali come la sconfitta referendaria, la crisi mediorientale e l’emergenza energetica.

Meloni ha iniziato il suo intervento esprimendo rammarico per l’esito del referendum sulla giustizia: “Non voglio esimermi da una breve riflessione sull’Italia consegnata dal voto del referendum sulla giustizia, un’Italia che ha visto una grande partecipazione popolare al voto e una altrettanto grande polarizzazione”. Ha definito il risultato “un’occasione persa” ma ha sottolineato che è anche “un segnale che non intendiamo ignorare”.

La premier ha escluso qualsiasi ipotesi di dimissioni o rimpasto nel governo: “Né dimissioni né rimpasto, governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare”.

Riguardo alla complessa situazione in Medio Oriente, Meloni ha discusso del recente cessate il fuoco concordato tra Iran e Stati Uniti. Ha lodato gli sforzi diplomatici del Presidente del Pakistan Sharif e ha elencato le priorità italiane nella regione: cessazione delle ostilità, rinuncia dell’Iran al programma nucleare e ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz.

Sull’emergenza energetica, Meloni ha difeso la decisione di tagliare le accise sui carburanti. Ha proposto all’Unione Europea una soluzione a lungo termine: sospendere il patto di stabilità e crescita qualora i prezzi energetici continuassero a salire a causa del conflitto mediorientale. Tale misura comporterebbe una sospensione generalizzata delle regole di bilancio europee simile a quella adottata durante la pandemia da Covid-19.

In risposta alle accuse di subalternità nei confronti degli Stati Uniti avanzate dalle opposizioni, Meloni si è difesa affermando che l’alleanza internazionale dell’Italia è storicamente consolidata da decenni. Ha dichiarato: “Siamo ‘testardamente occidentali’. Con gli Stati Uniti siamo alleati ma diciamo con chiarezza quando non siamo d’accordo.”

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