Il Nuovo Disegno di Legge sull’Immigrazione: Blocco Navale e Altre Misure

di Chiara Raponi

Nelle ultime ore, la Ragioneria generale dello Stato ha approvato il disegno di legge in materia di immigrazione che include la delega per l’attuazione del Patto UE su migrazione e asilo, varato dal Consiglio dei ministri l’11 febbraio. Questo decreto introduce ufficialmente il blocco navale e apporta modifiche al testo unico sull’immigrazione. Tra le novità, si prevede che gli stranieri trattenuti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) possano utilizzare telefoni senza fotocamera, oltre agli apparecchi fissi.

Il blocco navale è uno strumento a disposizione del Ministero dell’Interno che permette di interdire la navigazione nelle acque territoriali italiane a determinate navi in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. Può essere applicato quando esiste un concreto pericolo di infiltrazione terroristica o quando la pressione migratoria è tale da non permettere una gestione sicura dei confini nazionali.

Il blocco navale può essere imposto per un periodo massimo di 30 giorni, con possibilità di proroga fino a un massimo totale di 6 mesi. Tuttavia, questa misura non può essere applicata autonomamente dal Ministro degli Interni; è necessario un passaggio in Consiglio dei ministri su proposta del Viminale.

Nel caso in cui venga interdetto l’ingresso a una nave con migranti a bordo, questi non rimarranno sulla nave ma potranno essere indirizzati verso Paesi terzi con i quali l’Italia ha stipulato accordi specifici. In questi Paesi sono presenti strutture d’accoglienza gestite anche da organizzazioni internazionali specializzate in migrazioni e asilo.

Sono previste sanzioni fino a 50mila euro per le violazioni delle disposizioni relative al blocco navale.

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