Un evento storico per il calcio europeo
di Francesco Buttarazzi
È accaduto, è successo davvero. Il muro che appariva di vetro infrangibile si è incrinato e dalle crepe si è affacciata lei, Marie-Louise Eta, nome sconosciuto ai più fino ad oggi. Media e social impazziscono di fronte a una decisione tellurica: Marie-Louise Eta è la prima allenatrice di un club maschile che milita in uno dei campionati top 5 (Italia, Francia, Inghilterra, Spagna, Olanda), l’Union Berlino.
L’Union Berlino si trova in una vorticosa crisi di risultati con recenti sconfitte contro Werder Brema, Bayern e Heidenheim che hanno portato la squadra a un pericolante undicesimo posto in classifica. La società ha deciso quindi di commiatarsi dal tecnico Steffen Baumgart per prendere una direzione totalmente inattesa affidandosi a Marie-Louise Eta.
Eppure quello di Marie-Louise Eta non è un nome sortito casualmente dal cilindro. Nata a Dresda nel 1991, ha vinto tutto come calciatrice: tre titoli nazionali e una Champions League con il leggendario Turbine Potsdam, oltre a un Mondiale Under 20 con la selezione tedesca. Dopo aver interrotto prematuramente la sua carriera da giocatrice per inseguire la vocazione della panchina, ha scalato ogni gradino della Federcalcio tedesca fino ad approdare all’Union come vice nell’Under 19 e poi nella prima squadra maschile.
L’Union Berlino che la professionista sassone si trova a gestire è un organismo ferito. Il crollo recente della squadra è stato verticale: una sequenza di sconfitte che ha eroso certezze e classifica. La promozione di Eta appare logica perché conosce ogni segreto tattico della squadra ed è forse l’unica in grado di arrestarne il declino.
Tuttavia, il mandato di Eta è formalmente una reggenza ad interim; rappresenta un ponte gettato sopra un abisso mentre la società cerca un profilo definitivo o spera che i suoi risultati possano trasformare questa provvisorietà in permanenza. Affidare a una donna lo spogliatoio maschile della Bundesliga nel momento massimo di tensione agonistica e psicologica scardina i retaggi del mondo calcistico tradizionale.
