Un Salone sempre più internazionale
di Greta Raponi
Il Salone del Mobile ha chiuso l’edizione 2026 con un totale di 316.342 presenze provenienti da 167 Paesi, consolidandosi come punto di riferimento globale per l’industria del settore. In un contesto caratterizzato da mercati instabili e una crescente complessità internazionale, la manifestazione ha registrato un incremento del 4,5% rispetto al 2025, quando aveva raggiunto le 302.000 presenze. Questo risultato è stato possibile grazie alla combinazione di forza industriale, qualità progettuale, contenuti culturali e nuove opportunità di business.
La percentuale di operatori esteri ha raggiunto il record del 68%, in linea con l’edizione precedente. Nonostante nel 2024, anno delle biennali di Cucina e Bagno, le presenze fossero state superiori (370.824), il Salone si conferma come leva concreta per internazionalizzazione e sviluppo delle imprese.
«Il Salone del Mobile si conferma l’unico punto fermo per il nostro settore», afferma Claudio Feltrin, presidente uscente di FederlegnoArredo. «In mezzo a queste burrasche continue – aggiunge – rimaniamo un punto di riferimento per le aziende che navigano in mari tempestosi».
L’edizione ha visto la partecipazione di circa 1.900 brand provenienti da 32 Paesi, dimostrando la resilienza dell’ecosistema industriale nonostante le difficoltà incontrate a metà marzo a causa dello scoppio della guerra in Medio Oriente e delle cancellazioni dei voli iniziali.
Maria Porro, presidente del Salone del Mobile, ha evidenziato l’importanza della decisione di proseguire con l’evento nonostante le pressioni per annullarlo o rinviarlo: «Aver tenuto la barra dritta rilanciando con Raritas e Contract è stato fondamentale».
Anche se all’inizio alcune gallerie dal Libano e Dubai avevano rinunciato alla partecipazione all’ultimo minuto, la loro assenza è stata compensata dalla presenza significativa di buyer ed operatori da quei paesi durante la fiera.
I dati mostrano una geografia della domanda in evoluzione: mentre i numeri dalla Cina sono diminuiti rispetto al pre-Covid ma restano elevati rispetto al passato recente; crescono significativamente gli operatori provenienti dagli Stati Uniti (+8,8%) e Regno Unito (+10,4%). Fuori classifica si registra un notevole aumento dal Canada (+28%) e Messico (+15%).
L’anno prossimo tornerà il padiglione “Raritas”, dedicato ai pezzi unici ed oggetti da collezione; inoltre debutterà “Contract”, dedicato ai grandi progetti – un mercato che vale ben €68 miliardi globalmente.
