di Chiara Raponi
Con il passare delle ore, crescono i dubbi sul dispositivo di sicurezza organizzato dal Secret Service e dalle altre agenzie a protezione del Washington Hilton, teatro della cena di gala della Whca, l’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca. Tra i circa 2.500 ospiti si trovavano Donald Trump, la moglie Melania e numerosi membri dell’amministrazione.
Il Washington Hilton è stato violato con una sorprendente facilità dal 31enne Cole Tomas Allen. Sebbene la risposta all’incidente sia stata pronta ed efficace – con Trump stesso che ha elogiato il Secret Service – l’attenzione dei critici si concentra sugli eventi precedenti alla sparatoria.
Allen era arrivato all’hotel un giorno prima, prenotando una stanza al decimo piano. Viaggiando in treno dalla California per eludere i controlli aeroportuali, aveva portato con sé un fucile a pompa, una pistola calibro 38 e coltelli, intenzionato a irrompere nel salone dell’Hilton.
Nessuno ha controllato il suo bagaglio durante il check-in. Jason Pack, ex funzionario dell’FBI, ha dichiarato che Allen non ha aggirato il piano di sicurezza la sera della cena ma lo ha fatto al momento della prenotazione stessa. Anche Kari Lake sui social media ha sottolineato come all’ingresso nessuno abbia ispezionato visibilmente biglietti o documenti d’identità.
L’hotel stesso è difficilmente controllabile in ogni spazio a causa delle sue dimensioni: con oltre mille camere e numerose sale riunioni e ristoranti. Questo rappresenta una sfida significativa per eventi ad alta sicurezza.
In un manifesto inviato ai suoi familiari prima dell’assalto, Allen esprime stupore per la mancanza apparente di misure di sicurezza interne all’albergo. Critiche sono state mosse anche verso le agenzie federali incaricate della prevenzione tramite monitoraggio dei social media.
Sulla rete sono emerse teorie cospirazioniste che puntano a spiegare l’attacco come una messa in scena per favorire Trump o come opera degli israeliani; teorie definite “follie senza senso” dalla Casa Bianca. Nel frattempo, Suzie Wiles ha convocato una riunione per discutere dei protocolli di sicurezza presidenziale futuri.
