di Chiara Raponi
Alle primarie, le possibilità di successo per Elly Schlein sembrano limitate. Da un lato, Giuseppe Conte si muove con agilità e sicurezza, mentre Silvia Salis tenta un colpo di scena. Nel contesto politico attuale, l’ambizione di Schlein si scontra con un panorama complesso e pieno di sfide interne ed esterne.
Giuseppe Conte rimane una figura enigmatica e adattabile sulla scena politica italiana. Dopo la sua vittoria al referendum sulla giustizia, ha subito ripreso il ruolo di stratega politico, suggerendo primarie aperte come opportunità per i cittadini. Questa mossa lo pone in diretta competizione con la segretaria del PD, creando tensioni all’interno del partito.
Non è solo Conte a minacciare l’unità del PD; le divisioni interne rischiano di minare ulteriormente il partito. Conflitti tra figure come Filippo Sensi e Alessandro Alfieri evidenziano le fratture esistenti. Inoltre, vecchie figure come Vincenzo De Luca in Campania e Mirello Crisafulli in Sicilia rappresentano sfide significative alla leadership rinnovatrice che Schlein intende incarnare.
Sebbene abbia guidato il Nazareno per più di tre anni, Elly Schlein non è riuscita a rivoluzionare il partito come promesso. Le correnti continuano a prevalere e i soliti noti mantengono il loro potere intatto. Tuttavia, nessuno sembra desideroso di prendere il suo posto in questo momento critico.
Nel frattempo, Silvia Salis emerge come una nuova forza politica a Genova dopo essere stata eletta sindaca quasi un anno fa. La sua candidatura è vista da molti come una possibile alternativa vincente contro Giorgia Meloni nelle prossime elezioni politiche.
