di Greta Raponi
Due ornitologi partono per osservare gli uccelli e si ritrovano in una storia di roditori. Non sono stati morsi, ma il rischio di contagio da Hantavirus è alto. Questo virus si trasmette soprattutto respirando particelle contaminate da urine, feci o saliva di roditori. Dove facevano birdwatching i due? In una discarica a Ushuaia, un luogo ideale per fotografare uccelli tra la cacca di topo e rischiare di contrarre un virus potenzialmente letale.
Fosse stata una natura incontaminata, forse avrebbero corso meno rischi, o sarebbero morti strangolati da un boa, che almeno ha una sua dignità da horror naturalistico senza trasmettere virus. Ora abbiamo i roditori incriminati (anche la moglie di Gene Hackman morì di hantavirus) e gli umani che vanno dappertutto per fare qualsiasi cosa.
Chi può dimenticare l’origine del Covid-19? Dal pipistrello all’uomo (non a Batman), forse passando per un pangolino o qualche altro ospite intermedio macellato nei ‘wet market’ cinesi. Questi mercati non sono stati chiusi del tutto; alcune pratiche sono state vietate o regolate, ma molto è rimasto invariato.
Anche prima del Covid-19 ci sono stati altri episodi significativi: la mucca pazza causata da un prione che attaccava il cervello; Ebola trasmesso dai pipistrelli; l’influenza suina dai maiali; la Mers dal dromedario. Senza dimenticare le influenze aviarie dai volatili domestici e selvatici e il terribile Hiv passato dai primati non umani agli umani.
C’è certamente una responsabilità umana dietro queste epidemie: surriscaldamento globale, deforestazione, urbanizzazione sfrenata. L’essere umano sembra mettere in atto tutte le azioni possibili per auto-estinguersi mentre la natura tende a farci fuori attraverso questi virus.
Mentre alcuni possono scegliere di restare al sicuro nelle proprie case detestando gli altri esseri umani, bisogna comunque considerare il rischio dei virus portati nel nostro ambiente domestico dalle persone che viaggiano in luoghi improbabili del mondo. È essenziale comprendere come le nostre azioni influenzino l’equilibrio naturale e possano favorire lo sviluppo e la diffusione dei patogeni.
