Rimborso 730 bloccato nel 2026? Ecco come sbloccarlo

di Daiana Scacchi

Rimborso del 730

A luglio, o nei mesi successivi, molti contribuenti italiani attendono il rimborso del modello 730. Tuttavia, non sempre l’accredito avviene puntualmente. Tra le cause principali del blocco del rimborso ci sono le cartelle esattoriali non pagate. Vediamo quando scatta il blocco e come è possibile sbloccare la situazione.

L’Agenzia delle Entrate, prima di autorizzare il pagamento del rimborso fiscale, verifica se il contribuente ha debiti pendenti. Il blocco avviene quando ci sono cartelle esattoriali scadute da oltre 60 giorni per un importo superiore a 1.500 euro. Questo include non solo il debito originario, ma anche sanzioni, interessi e spese accessorie.

Con la riforma della riscossione introdotta nel luglio 2024, è stata inserita una franchigia di 500 euro per tutelare i contribuenti con crediti più bassi. Il blocco scatta solo se il credito Irpef supera questa soglia. Chi ha diritto a un rimborso pari o inferiore ai 500 euro continuerà a riceverlo anche in presenza di cartelle esattoriali pendenti.

In caso di debiti fiscali, l’Agenzia delle Entrate segnala la situazione all’Agenzia Entrate-Riscossione che propone al contribuente una compensazione formale: utilizzare il credito fiscale per saldare le cartelle aperte. Durante questa fase si sospendono eventuali azioni esecutive per un periodo di 60 giorni.

I contribuenti possono controllare la loro posizione accedendo al Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate o al portale dell’Agenzia Entrate-Riscossione tramite Spid o altre modalità digitali. Qui possono verificare eventuali pendenze e valutare soluzioni come la rateizzazione del debito in caso di difficoltà economiche temporanee.

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