La vergogna del derby di Torino: il calcio italiano ostaggio degli ultras

di Francesco Buttarazzi

Il campionato dei veleni

Il campionato di Serie A si è concluso in maniera tumultuosa, lasciando un’immagine negativa del calcio italiano, nuovamente ostaggio delle frange più estreme del tifo organizzato. Questo triste epilogo è arrivato dopo una stagione già segnata da insuccessi internazionali e dalla bocciatura definitiva della nazionale.

Nell’occhio del ciclone, il derby della Mole tra Juventus e Torino, ritardato di settanta minuti a causa delle tensioni tra ultras e forze dell’ordine. La situazione è degenerata quando i capi tifosi della Juventus hanno intimato al capitano Manuel Locatelli di non giocare, minacciando invasioni di campo se le loro richieste non fossero state accolte. Solo quando si sono resi conto che la partita sarebbe comunque iniziata hanno desistito dal loro intento.

L’incidente ha riportato alla memoria episodi simili avvenuti nel passato, come la trattativa tra Genny ‘a carogna e le forze dell’ordine all’Olimpico nel 2014 o il derby di Roma interrotto dieci anni prima. Ancora una volta gli ultras hanno dimostrato la loro capacità di influenzare eventi sportivi importanti attraverso la minaccia e l’intimidazione.

A Torino si è consumato un altro passo indietro nella lotta contro l’influenza degli ultras nel calcio italiano. Dopo l’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle curve dello Stadium che aveva portato a cambiamenti significativi nella gestione dei tifosi bianconeri, sembra che si sia tornati a una situazione in cui comandano nuovamente i gruppi estremisti.

L’agenda del calcio italiano parte per le vacanze estive con queste preoccupanti dinamiche ancora irrisolte. La speranza è che la nuova stagione possa vedere una risposta efficace da parte delle autorità sportive e civili per arginare questa deriva violenta che continua a gettare un’ombra sullo sport più amato d’Italia.

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