di Francesco Buttarazzi
Il Valzer delle Panchine in Serie A: Sarri, Gattuso e Mister X
Il futuro dell’AC Milan è nelle mani di Zlatan Ibrahimovic, secondo il nuovo piano rivoluzionario di Gerry Cardinale, proprietario del fondo RedBird. La mancata qualificazione alla Champions League ha scatenato un terremoto a Casa Milan, portando all’azzeramento della dirigenza e all’allontanamento di Massimiliano Allegri. Cardinale intende ripartire da zero affidandosi a pochi consulenti fidati, tra cui spicca la figura carismatica di Ibrahimovic.
La delusione per il fallimento sportivo è palpabile, ma Cardinale vede in questa crisi un’opportunità per rifondare il club. Dopo l’esonero nel 2023 di Paolo Maldini e Ricky Massara, considerati responsabili degli errori nella gestione della squadra, ora tocca a Ibrahimovic guidare la rinascita rossonera dalla posizione privilegiata di ‘senior advisor’.
Zlatan è chiamato a replicare un modello innovativo che potrebbe ispirarsi all’approccio tattico propositivo adottato da Fabregas in altre realtà calcistiche. Tuttavia, questo comporta dei rischi significativi poiché non esiste una garanzia che tali strategie possano essere efficaci in un club con la storia e le ambizioni del Milan.
Il piano prevede l’allontanamento dell’amministratore delegato Giorgio Furlani e del direttore sportivo Igli Tare dopo investimenti non fruttuosi sul mercato. Anche Max Allegri lascia il club dopo divergenze con Ibrahimovic durante una stagione segnata da insuccessi finanziari e sportivi.
Paolo Scaroni rimane al suo posto grazie al suo ruolo cruciale nel progetto San Siro. Tuttavia, il resto della dirigenza sarà completamente ristrutturato per costruire una base solida su cui fondare le future ambizioni europee del Milan.
L’estate si prospetta turbolenta per i tifosi rossoneri che hanno espresso il loro malcontento verso la gestione attuale e persino nei confronti dello stesso Zlatan. Con impegni personali già programmati negli Stati Uniti come commentatore sportivo e altre attività personali in agenda, lo svedese dovrà trovare l’equilibrio tra nuove responsabilità manageriali e impegni esterni.
