La scoperta dell’anomalia
di Francesco Buttarazzi
Un ex autista di giudici, diventato in modo poco chiaro impiegato nell’ufficio del Giudice preliminare, si trova ora al centro di un’inchiesta per truffa e falso. L’uomo, che operava dal suo ufficio al settimo piano del Palazzo di giustizia, aveva accesso diretto alla gestione dei fondi sequestrati e sembrava aver stabilito contatti con la criminalità organizzata.
L’indagine è stata avviata a seguito di una segnalazione di Equitalia Giustizia che ha rilevato un’anomalia in un procedimento giudiziario relativo alla confisca di una somma significativa destinata al Fondo Unico Giustizia (FUG). Si trattava di 985mila euro sequestrati in un caso di bancarotta. Questi fondi, come tutti i beni confiscati nelle indagini penali, vengono temporaneamente parcheggiati nel FUG in attesa della loro destinazione finale.
Secondo le indagini del pubblico ministero Stefano Ammendola, l’impiegato avrebbe cercato di restituire i fondi compilando il modulo necessario per il dissequestro. Tuttavia, questa azione si è scontrata con un provvedimento del tribunale che ne disponeva invece la confisca definitiva. La Procura è stata allertata da Equitalia Giustizia appena notata l’irregolarità.
A destare scalpore è anche il fatto che l’ex autista era stato assegnato a compiti d’ufficio quindici anni fa senza apparenti motivazioni ufficiali o chiare procedure. Questo gli aveva dato accesso ad aree delicate come quella della gestione dei beni confiscati. Ora l’indagine mira a scoprire se ci siano stati altri tentativi simili nel passato e se siano necessarie ulteriori misure di sicurezza per prevenire abusi futuri.
