Perché il prezzo del petrolio non è ancora esploso (e perché potrebbe farlo presto)

Fattori che hanno contenuto i prezzi del petrolio

di Francesca Buttarazzi

La crisi energetica causata dal conflitto mediorientale è stata finora mitigata da diversi fattori. Tuttavia, la situazione potrebbe peggiorare, soprattutto se le tensioni in Medio Oriente dovessero intensificarsi ulteriormente.

Sebbene il riaccendersi della crisi mediorientale possa sembrare allarmante, ci sono stati diversi motivi per cui i prezzi del petrolio non hanno ancora raggiunto le catastrofiche previsioni iniziali. Una delle ragioni principali è la significativa riduzione dell’import di petrolio da parte della Cina. Pechino, il più grande importatore mondiale di petrolio greggio, ha drasticamente ridotto i suoi acquisti per evitare di pagare prezzi maggiorati.

Inoltre, gli Stati Uniti hanno autorizzato un grande rilascio delle loro Riserve strategiche (Spr) per compensare almeno parzialmente l’interruzione del flusso attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo rilascio ha contribuito a mantenere una certa stabilità nei prezzi globali del petrolio.

Nonostante questi sforzi, la richiusura dello Stretto di Hormuz ha già portato a un aumento dei prezzi del petrolio, superando gli 83 dollari per il Wti americano e i 90 per il Brent. Le scorte americane si stanno rapidamente esaurendo e questo potrebbe portare a ulteriori aumenti se non si trova una soluzione al conflitto.

Mediatori regionali come Qatar ed Egitto hanno proposto una tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, l’amministrazione Trump sta valutando tutte le opzioni, preparandosi anche a un’escalation militare qualora il negoziato dovesse fallire.

A complicare ulteriormente lo scenario è il blocco navale dichiarato dagli Houthi contro l’Arabia Saudita che minaccia importanti rotte commerciali nel Mar Rosso. Un taglio reale dell’export saudita potrebbe costringere Washington ad attingere ancora di più alle sue riserve strategiche proprio mentre queste si assottigliano pericolosamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *