West Nile virus: l’impatto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione

La diffusione del West Nile virus in Italia

di Francesco Buttarazzi

La stagione 2026 segna un punto di svolta nella diffusione del West Nile virus in Italia. Nicola D’Alterio, Direttore Generale dell’IZS Abruzzo e Molise, ha dichiarato che il virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale. Questa situazione richiede grande attenzione da parte delle autorità sanitarie, ma non deve generare allarmismi inutili.

I cambiamenti climatici stanno giocando un ruolo cruciale nella diffusione delle malattie trasmesse da vettori come il West Nile virus. Temperature più elevate, inverni miti e stagioni vettoriali più lunghe aumentano la sopravvivenza delle zanzare e possono accelerare la replicazione dei virus nei vettori stessi.

La globalizzazione contribuisce ulteriormente alla diffusione del West Nile virus attraverso gli scambi commerciali e i viaggi internazionali. Oltre al West Nile, l’attenzione si concentra anche su altri virus come Dengue, Chikungunya e Zika.

L’IZS Abruzzo e Molise svolge un ruolo centrale nel coordinamento tecnico-scientifico della sorveglianza veterinaria ed entomologica nazionale. Attraverso il Centro di Referenza Nazionale per le malattie esotiche degli animali (CESME), l’istituto collabora strettamente con il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e le Regioni per garantire una raccolta dati efficace secondo il modello One Health.

Le autorità sanitarie raccomandano ai cittadini di ridurre al minimo l’esposizione alle punture di zanzara eliminando i ristagni d’acqua nei sottovasi e utilizzando repellenti efficaci. Indossare indumenti che coprano braccia e gambe durante i periodi di maggiore attività dei vettori può essere utile per prevenire la trasmissione non solo del West Nile ma anche di altre malattie trasmesse dalle zanzare.

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