Professoressa accoltellata a Roma: il ruolo della tecnologia nella violenza giovanile
di Francesco Buttarazzi
Una professoressa è stata accoltellata da uno studente in una scuola media di Roma, precisamente nell’Istituto Comprensivo “Giovanni Verga” situato nella zona di Centocelle. L’aggressione, avvenuta questa mattina, ha sollevato importanti interrogativi sul ruolo della tecnologia e dei social media nel contesto della violenza giovanile.
Lo studente tredicenne ha prima spruzzato dello spray urticante al volto dell’insegnante per poi ferirla con un coltello. La scena è stata ripresa e trasmessa in diretta, un dettaglio che sottolinea la spettacolarizzazione del gesto e il desiderio di visibilità tra i giovani.
Il Dottor Luca Dinatale, psicoterapeuta e criminologo intervistato da Panorama, ha analizzato la situazione spiegando che la tecnologia non crea direttamente violenza ma può amplificare disagi preesistenti. Secondo Dinatale, l’adolescenza è una fase in cui l’individuo cerca riconoscimento sociale; i social media offrono un pubblico costante che può incoraggiare comportamenti estremi come forma di autoaffermazione.
L’esperto evidenzia anche il pericolo dei meccanismi di emulazione e ‘copycat’. Casi simili sono stati osservati nella storia recente delle stragi scolastiche come Columbine. Gli adolescenti vulnerabili possono appropriarsi dei modelli comportamentali visti online, cercando notorietà attraverso atti estremi.
Dinatale sottolinea l’importanza del ruolo educativo nel prevenire tali atti. È fondamentale introdurre una riflessione sulle conseguenze delle azioni per evitare che le tecnologie diventino strumenti incontrollati nelle mani dei giovani.
