La violenza giovanile secondo Massimo Recalcati
di Francesco Buttarazzi
Massimo Recalcati, psicoanalista e scrittore di scuola lacaniana, offre una riflessione profonda sulla violenza giovanile che sta attraversando le nostre città. Con un passato legato al movimento del ’77, Recalcati esprime solidarietà per i giovani che manifestano per diritti fondamentali come la casa e l’istruzione, ma critica aspramente coloro che si lasciano andare a teppismi senza senso.
Secondo lo psicoanalista, la violenza di questi ragazzi è pre-politica e priva di ideologia concreta. Sono influenzati dai social media e dall’immagine del successo rappresentata da marchi e loghi famosi. La loro ribellione non è contro il sistema in sé, ma è piuttosto una conformità ai simboli dello stesso.
Recalcati sottolinea l’esistenza di una “violenza sociale” derivante dalla crescente disparità economica e dall’emarginazione delle periferie urbane. Tuttavia, avverte contro la legittimazione della violenza come mezzo politico, evidenziando una regressione ideologica che richiama forme estreme di antifascismo antidemocratico e movimenti pro Palestina caratterizzati da estremismi.
L’autore riflette su episodi in cui studenti sono stati zittiti nelle università per le loro affiliazioni politiche. Critica la tendenza a confondere il governo democraticamente eletto con il fascismo storico, vedendo in ciò un retaggio autoritario che ostacola un vero dibattito politico.
In conclusione, Recalcati richiama l’urgenza di figure paterne capaci di stabilire limiti sani ed educare al desiderio autentico. Ricorda Sergio Mattarella come esempio di autorevolezza morale trasversale necessaria oggi più che mai per guidare i giovani verso valori costruttivi lontani dal materialismo sfrenato.
