I territori italiani e l’eredità storica
di Francesca Buttarazzi
I territori italiani che prima dell’Unità hanno vissuto frequenti cambi di sovranità registrano oggi una produttività del lavoro più bassa. Il capitale civico può essere il legame tra le vicende del passato e gli attuali divari di sviluppo locale.
Alcuni territori italiani sono più produttivi di altri. Perché? Le differenze nella dotazione infrastrutturale, nel capitale umano e nelle specializzazioni produttive contribuiscono certamente a spiegare questi divari. Ma anche le vicende politiche di secoli fa possono aver lasciato un segno duraturo, influenzando il rapporto dei cittadini con le istituzioni e la loro disponibilità a cooperare.
In un recente lavoro studiamo se i cambiamenti di sovranità avvenuti tra il 1000 e il 1861 abbiano contribuito agli attuali divari territoriali di sviluppo. L’Italia rappresenta un caso particolarmente interessante perché prima dell’Unità, i suoi territori hanno vissuto un susseguirsi di dominazioni e mutamenti dei confini, con esperienze molto diverse da un’area all’altra. Ci chiediamo se la diversa esposizione ai cambiamenti di sovranità abbia lasciato un’eredità ancora oggi visibile nelle economie locali.
Utilizzando le mappe annuali del Centennia Historical Atlas (Cre), ricostruiamo quante volte il centroide – ossia il punto centrale – di ciascuno dei 611 Sistemi locali del lavoro individuati dall’Istat nel 2011 abbia cambiato sovranità tra gli anni 1000 e 1861. Mettiamo poi questa misura in relazione con la produttività del lavoro nel 2018.
L’evidenza empirica mostra come i territori caratterizzati da cambiamenti di sovranità più frequenti presentano una produttività del lavoro più bassa. La relazione emerge anche tenendo conto delle caratteristiche geografiche, storiche, infrastrutturali e socio-economiche locali.
Come può una sequenza di cambiamenti avvenuta secoli fa influenzare ancora oggi l’economia? Proponiamo un meccanismo legato al capitale civico: valori e comportamenti che favoriscono la cooperazione tra le persone possono essere stati indeboliti dalle discontinuità storiche nei rapporti istituzionali.
Sostenere il volontariato, favorire la partecipazione dei cittadini e migliorare il dialogo con le amministrazioni locali sono possibili direzioni d’intervento per rafforzare fiducia e cooperazione nei contesti dove l’eredità storica pesa maggiormente sulla capacità economica locale. Le politiche pubbliche non possono modificare il passato ma possono intervenire sui meccanismi attraverso cui le eredità storiche continuano a influenzare il presente.
