Addio a Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose

Addio a Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose

di Francesco Buttarazzi

È scomparso all’età di 83 anni Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose e figura chiave del monachesimo ecumenico. Le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni a causa di uno scompenso renale che lo aveva portato in coma metabolico. Il decesso è avvenuto il 1 settembre presso l’ospedale Molinette di Torino.

La vita di Enzo Bianchi è stata un continuo alternarsi tra cadute e risalite, sempre guidato da una profonda ricerca spirituale. Originario di Asti, iniziò il suo cammino religioso ispirato da figure come l’abbé Pierre in Francia e frère Roger Schutz nella comunità monastica di Taizé. Decise infine di stabilirsi a Bose, un borgo abbandonato vicino Ivrea, dove fondò la sua comunità nel rispetto delle tradizioni ma con una visione ecumenica.

A Bose prese vita una singolare esperienza religiosa aperta a diverse confessioni cristiane. Grazie anche al supporto del cardinale Michele Pellegrino che difese la comunità dalle diffidenze iniziali, essa divenne un centro ecumenico visitato da figure importanti della politica, della cultura e dell’arte.

La comunità si distinse non solo per l’accoglienza spirituale ma anche per la convivialità: i pasti condivisi divennero simbolo dell’ospitalità tipica del luogo. L’esperienza spirituale promossa da Enzo si diffuse attraverso numerose pubblicazioni che contribuirono alla crescita intellettuale e religiosa dei membri e degli ospiti.

Nell’ultimo periodo della sua vita Enzo Bianchi visse momenti difficili dovuti a incomprensioni interne alla Chiesa che portarono alla sua rimozione dalla guida della comunità nel 2017. Nonostante ciò, continuò il suo cammino fondando una nuova fraternità benedetta da Papa Francesco.

Il suo lascito rimane significativo: ha saputo unire le differenze confessionali in un dialogo costruttivo all’interno del cristianesimo contemporaneo. La sua morte lascia un vuoto profondo in tutti coloro che hanno trovato ispirazione nella sua opera.

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