Focalizzazione sui contribuenti soggetti agli Isa
di Daiana Scacchi
Come preannunciato col provvedimento pubblicato lo scorso martedì 14 luglio, l’Agenzia delle Entrate ha dato il via a una massiccia campagna di verifica finalizzata a individuare presunte irregolarità nei modelli Isa. L’attività, svolta incrociando le informazioni a disposizione nelle banche dati del Fisco, mira a individuare discrepanze, sviste o dati mancanti prima di far scattare le attività ispettive vere e proprie.
Resta fermo come sempre il principio del contraddittorio preventivo: il contribuente riceverà una comunicazione che gli consentirà di sanare le anomalie riscontrate prima dell’avvio delle procedure di accertamento formale. Il nuovo sistema di verifica sfrutta un algoritmo che incrocia i dati inseriti dai contribuenti nei modelli Isa dal 2024 in poi con quanto dichiarato negli stessi anni fiscali.
Questa rete di controlli automatici si estende tuttavia ben oltre le semplici dichiarazioni dei redditi: il Fisco può infatti attingere dati utili ai fini dell’ispezione da un enorme patrimonio informativo che include le certificazioni uniche, i contratti di locazione registrati, i modelli Isa degli anni precedenti il 2024 e qualsiasi altra informazione già custodita nell’anagrafe tributaria. Da questa maxi verifica automatica possono saltar fuori piccoli errori di distrazione, dati dimenticati o vere e proprie incoerenze che il contribuente sarà chiamato a verificare e correggere.
La scelta di focalizzare l’attenzione sui contribuenti soggetti agli Isa non è affatto casuale. Questi indicatori servono all’Agenzia delle Entrate per misurare la fedeltà fiscale di partite Iva e aziende, assegnando ogni anno un voto basato sulla coerenza tra dati dichiarati e parametri economici. Dal momento che ottenere un voto alto significa poter avere accesso a un ricco pacchetto di agevolazioni e premi fiscali, l’AdE ha deciso di potenziare le verifiche preventive: l’obiettivo è proprio quello di mettere subito in guardia il contribuente qualora sussistano delle incongruenze.
I contribuenti che rischiano di finire nel mirino del Fisco in questa fase sono pertanto principalmente i professionisti, i lavoratori in regime autonomo e le realtà aziendali di minori dimensioni soggette alla disciplina degli indici di affidabilità. Ad ogni modo, la ricezione della segnalazione non deve essere confusa con l’avvio immediato dell’azione ispettiva. La discrepanza rilevata può dipendere da errori materiali o disallineamenti temporanei facilmente chiaribili.
A seguito della notifica, il destinatario può scegliere come procedere per tutelare la propria posizione. In caso d’incongruenza effettiva, è possibile regolarizzare tramite ravvedimento operoso per evitare contenziosi futuri usufruendo anche dello sconto sulle sanzioni ordinarie. Se si ritiene corretto quanto dichiarato inizialmente, si possono fornire elementi integrativi attraverso la piattaforma web ‘Comunicazioni anomalie Isa 2026’.
