Anthropic verso il Nasdaq: Un dispotismo illuminato per il controllo dell’IA
di Daiana Scacchi
Genova. Lunedì Anthropic ha depositato alla Sec il prospetto per la quotazione al Nasdaq, con simbolo Ant. I numeri presentati sono impressionanti: 16,3 miliardi di dollari di ricavi nel primo semestre del 2026, rispetto a 1,16 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, le perdite ammontano a 80,7 miliardi in sei mesi, principalmente dovute alla rivalutazione contabile dei prestiti convertibili.
Il vero nodo della quotazione riguarda la struttura di governance. Prima della quotazione verrà emessa un’unica azione di classe F che garantirà ai sette fondatori il controllo del 50,1% dei voti senza diritto ai dividendi. Parallelamente, un’azione di classe T permetterà a un trust di cinque fiduciari privi di interessi economici nell’azienda di controllare la maggioranza del consiglio.
I partner strategici come Amazon e Google avranno una classe senza voto e ci sarà una classe riservata ai dipendenti con diritti limitati al voto su materie legate al trust. Gli investitori che acquisteranno le azioni A riceveranno una quota degli utili futuri ma avranno un’influenza minima sulle decisioni aziendali.
Nella sezione dedicata ai fattori di rischio del prospetto emerge l’utilizzo da parte di Anthropic dei suoi modelli Claude per addestrare le versioni successive dello stesso Claude. Questo processo potrebbe far crescere rapidamente le capacità dei modelli superando le misure di sicurezza previste.
Anthropic sottolinea anche che eventuali ritardi nella dismissione o nel rilascio prudente dei modelli più avanzati possono essere necessari per garantire la sicurezza complessiva.
L’approccio proposto da Anthropic è simile a quello descritto nel Leviatano da Hobbes: cedere sovranità in cambio della sicurezza. La paura che i prodotti possano sfuggire dal controllo legittima quindi la struttura proposta dai fondatori come necessaria e prudente.
Sebbene alcuni scettici possano vedere questo come un pretesto per blindare il controllo aziendale, i fondatori hanno promesso gesti filantropici significativi destinando l’80% delle loro azioni alla filantropia e trasferendo titoli pari al 5% del capitale a un fondo per il beneficio pubblico controllato dall’azienda stessa.
I problemi potrebbero emergere quando gli interessi sulla sicurezza e sui margini operativi si troveranno in conflitto. In quel momento critico saranno i fiduciari e i fondatori a decidere il percorso migliore mentre gli occhi degli investitori misureranno in tempo reale quanto valore avrà una decisione presa in nome della sicurezza collettiva rispetto agli interessi immediati degli azionisti.
