Bernini e i Barberini: Un Viaggio nell’Arte Barocca alla Galleria Nazionale

di Francesca Buttarazzi

La Galleria Nazionale di Arte Antica ospita una nuova mostra dedicata a Gian Lorenzo Bernini e ai suoi rapporti con la famiglia Barberini, visitabile fino al 14 giugno. Annunciata come un evento di grande richiamo, la mostra presenta prestiti internazionali grazie agli sforzi del direttore Thomas C. Salomon e alla collaborazione con il Ministero della Cultura e Intesa Sanpaolo.

Il percorso espositivo si articola in sei sezioni, iniziando con un focus sul problematico avvio della carriera scultorea di Gian Lorenzo accanto al padre Pietro Bernini. Questa sezione esplora le prime opere del giovane artista, come il Putto con il Drago, il San Sebastiano, e il San Lorenzo. Al centro dell’esposizione sono disposte le celebri Quattro Stagioni, opere che evidenziano l’influenza delle collezioni dei Carracci e dei Baccanali su padre e figlio.

Nella mostra si evidenzia come Urbano VIII abbia giocato un ruolo cruciale nella maturazione artistica di Bernini. Il Papa non solo ne riconobbe i talenti scultorei ma promosse anche la sua abilità scenografica che si tradusse in grandiose opere architettoniche a Roma. La città divenne così un palcoscenico dove natura, arte e vita si intrecciavano in uno spettacolo continuo.

Nella prima sala, numerose sculture provenienti da Villa Strozzi testimoniano l’importanza dei committenti fiorentini nella carriera romana di Bernini. Questi legami furono essenziali per delineare la sua ascesa nel panorama artistico dell’epoca barocca.

Nelle sale successive, si esplorano i rapporti tra Bernini e la corte dei Barberini attraverso busti marmorei che raffigurano tre generazioni della famiglia. Particolare enfasi è posta sui ritratti multipli di Urbano VIII affiancati dai busti realizzati da altri artisti come Francesco Mochi.

Straordinarie sono le due teste grottesche disegnate da Bernini per Palazzo Barberini, evocative dello stile del pittore Ribera. L’artista dimostra una particolare passione nei suoi autoritratti pittorici e nel ritratto dell’amata Costanza Piccolomini Bonarelli, chiudendo così una mostra ricca di fascino storico-artistico.

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