Bonus Benzina 2026: Le Ipotesi del Governo per Sostenere le Famiglie Italiane

Dal Taglio delle Accise al Bonus Benzina

di Daiana Scacchi

Con il prezzo del carburante stabilmente sopra i 2 euro al litro, il governo italiano sta valutando nuove misure per alleviare l’impatto economico sui cittadini. L’idea è di passare da uno sconto generalizzato sulle accise a un sostegno più mirato, pensato principalmente per lavoratori dipendenti, partite IVA e famiglie con redditi più bassi. Tuttavia, al momento non esiste ancora nessun bonus benzina ufficiale da richiedere; si tratta solo di ipotesi in fase di studio.

Attualmente è in vigore una proroga ‘ponte’ approvata dal Consiglio dei Ministri che prevede una riduzione sul prezzo del gasolio. Lo sconto rimane a 17 centesimi al litro fino al 5 settembre 2026, suddivisi tra taglio dell’accisa e riduzione dell’IVA. La benzina, invece, non beneficia di alcuna riduzione al momento.

Dopo la soluzione tampone rappresentata dalla proroga dello sconto sul gasolio, il governo sta pensando a un intervento più strutturale e selettivo. Si stanno considerando due canali distinti:

  • Fringe Benefit Aziendale: I datori di lavoro privati potrebbero riconoscere volontariamente ai dipendenti un buono carburante esentasse, simile a quello sperimentato nel 2022 sotto il governo Draghi.
  • Sostegno Pubblico Diretto: Per le famiglie a basso reddito si valuta un contributo statale che potrebbe essere erogato tramite la Carta Dedicata a te.

Nessuna delle due soluzioni è ancora stata formalizzata: mancano provvedimenti ufficiali e criteri definitivi di accesso.

I potenziali beneficiari del bonus includono principalmente lavoratori dipendenti con redditi contenuti che utilizzano l’automobile per motivi lavorativi. Per i lavoratori autonomi e le partite IVA si pensa ad un meccanismo alternativo: l’acquisto diretto del buono presso i distributori con successiva deduzione fiscale.

L’idea di abbandonare gli sconti generalizzati è motivata da problemi legati ai conti pubblici; tagliare le accise per tutti risulta costoso per lo Stato. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sostiene interventi selettivi mirati alle fasce meno abbienti della popolazione italiana.

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