Carlo Nordio e il Referendum sulla Separazione delle Carriere: Un Confronto Necessario

di Chiara Raponi

Con meno di 30 giorni al referendum, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha partecipato al forum organizzato dall’Ansa per discutere la riforma della separazione delle carriere. Durante l’incontro, ha risposto al direttore Luigi Contu riguardo al richiamo del Presidente Sergio Mattarella sul rispetto tra istituzioni. Nordio ha dichiarato di essere ‘in perfetta sintonia’ con Mattarella e ha auspicato un confronto pacato che entri nel merito delle questioni.

Nordio ha riconosciuto che tutti hanno esagerato nei toni e che contro di lui ci sono stati attacchi particolarmente antipatici da parte di alcuni magistrati. Ha espresso la speranza che le polemiche si chiudano, invitando a una calma generale. Ha anche chiarito che l’intervento del Capo dello Stato non era un rimprovero diretto a lui, ma una risposta a interpretazioni errate di sue dichiarazioni precedenti.

Nordio si è detto sicuro della vittoria del Sì nel referendum. In tal caso, prevede che cadranno i pregiudizi e il governo aprirà un tavolo per scrivere le leggi di attuazione coinvolgendo magistrati, avvocati e tutti gli operatori della giustizia. Tuttavia, se vincesse il No, secondo Nordio sarebbe una sconfitta per la politica mentre la magistratura continuerebbe ad essere influenzata dalle correnti interne.

Sulla presunta volontà del governo di condizionare i pubblici ministeri (pm), Nordio ha ribadito che l’ordine rimane ‘autonomo e indipendente’. Ha sottolineato che i pm vengono elevati allo stesso livello dei giudici e l’importanza dell’autonomia nella scelta delle inchieste viene mantenuta.

Sull’obbligatorietà dell’azione penale, nulla è cambiato ma si richiede ai magistrati saggi consigli su come dare alle procure criteri omogenei per evitare arbitri nella selezione delle indagini da perseguire.

Durante il forum è stata affrontata anche la questione del decreto sicurezza e degli eventi recenti come i fatti accaduti a Rogoredo riguardanti un poliziotto coinvolto in uno scontro armato con un pusher. Nordio ha chiarito che non esiste alcuno scudo penale o impunità automatica; tuttavia, non vi è obbligo immediato d’iscrizione nel registro degli indagati per chi abbia agito in stato evidente di giustificazione o difesa.

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