di Francesco Buttarazzi
Il Commissariamento della Figc: Un’Inchiesta Arbitro-Politica
L’inchiesta sugli arbitri in Italia ha innescato un acceso conflitto tra il mondo del calcio e quello politico. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha espresso la sua opposizione nei confronti di Giovanni Malagò, spingendo per un commissariamento della Federazione Italiana Gioco Calcio (Figc). Tra i nomi proposti per il ruolo di commissario emergono quelli di Marco Mezzaroma e Carlo Mornati, ma la decisione finale spetta al presidente del Coni, Luciano Buonfiglio.
Poche ore dopo la diffusione della notizia dell’avviso di garanzia nei confronti del designatore arbitrale Gianluca Rocchi, accusato di concorso in frode sportiva, sono arrivate le reazioni politiche. La questione si aggiunge alla recente vicenda delle dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della Figc a seguito dell’ennesima mancata qualificazione ai mondiali.
Abodi ha richiesto al Coni una relazione dettagliata sulla vicenda arbitrale mentre il senatore Paolo Marcheschi sta valutando l’introduzione di un decreto legge per il commissariamento prima delle elezioni federali previste per il 22 giugno. Tuttavia, Buonfiglio procede con cautela considerando i possibili ricorsi legali.
A complicare ulteriormente la situazione è l’intervento dell’Uefa attraverso il suo presidente Aleksander Ceferin. Amico stretto di Gravina, Ceferin ha avvertito che un eventuale commissariamento potrebbe portare all’esclusione delle squadre italiane dalle competizioni europee. Inoltre, l’Italia rischierebbe di perdere l’organizzazione degli Europei del 2032 insieme alla Turchia.
Il panorama calcistico italiano appare diviso sulla questione del commissariamento. Da una parte c’è un fronte compatto contro questa misura rappresentato dalla Lega Serie A e dai principali dirigenti calcistici come Ezio Simonelli e Giancarlo Abete. Dall’altra parte ci sono pressioni politiche significative che sostengono la necessità di un cambio radicale nella gestione federale.
