Crisi energetica in Italia: rischi di blackout e il ritorno del dibattito sulla Dad

Il fantasma della Dad torna ad aleggiare

di Francesca Buttarazzi

La crisi internazionale scatenata dal conflitto tra Stati Uniti e Iran si riflette pesantemente sull’Italia, con il rischio concreto di un deficit energetico. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha lanciato l’allarme riguardo alla possibilità che entro un mese il Paese si trovi a corto di energia. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo una missione diplomatica nella regione, aveva già avvertito che le riserve energetiche potrebbero non essere sufficienti per affrontare la situazione.

Crosetto ha sottolineato come i margini di manovra siano limitati se non si agisce congiuntamente a livello internazionale. Ha difeso le azioni del governo dalle critiche dell’opposizione, ritenendo infantile chi giudica inutili i tentativi diplomatici in corso. Nel frattempo, sono stati avviati contatti con paesi come Giappone e Kuwait per cercare soluzioni cooperative.

In questo contesto complesso, Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha sollevato la questione della didattica a distanza (Dad) come misura emergenziale da considerare solo in caso di aggravamento della crisi energetica. Pacifico ha chiarito che la Dad non è auspicata ma potrebbe diventare necessaria per contenere i costi in scenari estremi.

Tuttavia, fonti governative hanno dichiarato che la Dad non è al momento contemplata nei piani attuali. La scuola dovrebbe continuare regolarmente senza ricorrere alle misure adottate durante l’emergenza Covid.

L’ipotesi stessa del ritorno alla Dad ha suscitato una forte reazione da parte della Rete nazionale scuola in presenza. Questa coalizione sostiene fermamente che la scuola debba essere preservata e protetta dalle crisi economiche o belliche.

Le associazioni ricordano i danni psicologici ed educativi causati dalla didattica a distanza durante la pandemia e affermano che chiudere le scuole sarebbe controproducente per gli studenti più fragili. La loro posizione è chiara: proprio nei momenti difficili dovuti alle tensioni internazionali, la scuola deve essere un baluardo educativo fondamentale.

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